A questo relitto, rinvenuto a poca distanza da quello di Punta Scifo D e di cui non è rimasta alcuna testimonianza dello scafo, vanno attribuite anfore del tipo MGS I e contenitori a vernice nera. Fu documentato nel 1987 dalla cooperativa Aquarius e datato preliminarmente al IV secolo a.C. (prima metà?)1 .

I reperti recuperati da questo sito sono conservati sia presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, sia presso quello di Capo Colonna. Tra questi ultimi vi è un simpulum (mestolo) in bronzo.

NOTE

1MEDAGLIA, BELTRAME, LAZZARINI 2013, p. 142; MEDAGLIA 2015, p. 4.

 

BIBLIOGRAFIA

Medaglia S. 2010, Carta archeologica della provincia di Crotone: paesaggi storici e insediamenti nella Calabria centro-orientale dalla Preistoria all’AltomedioevoRicerche IV. Collana del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, Università della Calabria, Rossano.

Medaglia S., Beltrame C., Lazzarini L. 2013, La navis marmorum di età romana ‘Punta Scifo D’ (Crotone). Risultati preliminari della prima campagna di indagini subacquee, in Rivista di Archeologia XXXVII, pp. 137-165.

Medaglia S. 2015, La navis lapidaria di Punta Scifo D. Guida all’itinerario archeologico subacqueo, Isola Capo Rizzuto (Kr).