Sono state prese in esame le pile dell’antico porto sommerso. Si tratta di murature in opus reticulatum  costruite con cubilia di pietra calcarea e malte cementizie.

 

Il degrado dei cubilia

Le murature in opus reticulatum presentano una netta differenza nello stato di conservazione tra le parti più basse, ben conservate in quanto protette dalla copertura sabbiosa del fondale, e quelle sovrastanti che, costantemente esposte, presentano i cubilia molto degradati. Le malte risultano al contrario meglio preservate.

 

Schematizzazione dello stato di conservazione e rappresentazione grafica della dinamica dell’erosione del materiale lapideo costitutivo

 

La colonizzazione biologica

Le superfici esposte delle pile mostrano una proliferazione biologica tipica dei substrati lapidei sommersi. Si rileva infatti la presenza di una densa copertura biotica costituita da una moltitudine di microrganismi ed organismi che a volte occultano completamente il materiale costitutivo. Nel disegno viene schematizzata la crescita biologica nel tempo, ponendo rilievo sull’effetto di ricoprimento dei reperti.

Le alghe

I principali componenti della copertura biologica sono gli organismi micro e macroscopici fotosintetizzanti, ovvero le alghe che, con la loro estrema variabilità di forme e colori, creano un soffice strato, a volte compatto sul materiale lapideo. Nella tavola che segue sono illustrati i principali e più diffusi componenti algali, con specie appartenenti alle alghe verdi (Chlorophyceae), alghe Brune (Phaeophyceae) e alghe rosse (Rhodophyceae). Nella tabella sono riportate le specie più frequentemente presenti sulle strutture murarie delle pile.

 

Molte specie di alghe rosse hanno la capacità di incrostarsi e possono formare strati calcarei piatti, fortemente aderenti alla pietra, o strutture ad alberello, riconoscibili dal colore rosato o violaceo.

Le immagini al SEM, in bianco e nero, mostrano lo scheletro calcareo che sostiene le cellule vegetative e le strutture riproduttive.

 

Gli animali

La copertura biologica è risultata costituita anche da numerose forme animali sessili che si sono impiantate a livello di uova e larve sulle superfici ed hanno poi continuato il loro sviluppo dando luogo a strutture più o meno appariscenti e importanti nel processo di degrado dei manufatti.

Numerosi sono i gruppi animali rinvenuti, diversi tra loro per morfologia, dimensioni e colorazione.

 

Le spugne

Questo raggruppamento tassonomico comprende animali dalla struttura molto semplice, rappresentabile come una sorta di sacca avente aperture da cui si effettuano le funzioni vitali veicolate dall’acqua. Nella tavola sono illustrate alcune delle specie di spugne che tappezzano le superfici o vivono all’interno del materiale.