Il Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea (NIAS) dell’ISCR-Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, istituito nel 1997, ha intrapreso sin dal 2003 attività scientifiche nel Parco Archeologico Sommerso di Baia, sotto la direzione di Roberto Petriaggi.

Con il progetto Restaurare sott’acqua, avviato nel 2001 in linea con i principi della Convenzione UNESCO per la Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo, il NIAS, primo nel mondo, ha iniziato a studiare e sperimentare strumenti, materiali, metodologie e tecniche per il restauro e la conservazione in situ di manufatti antichi sommersi; a Baia sono stati effettuati restauri sperimentali nella Villa dei Pisoni, nella Villa con ingresso a protiro, in un settore della via Herculanea, nelle terme di Punta dell’Epitaffio e nell’edificio con cortile porticato nel vicino Portus Iulius. Sono state inoltre sviluppate e testate le schede SAMAS e SAMAS Bio, ispirate ai criteri della Carta del Rischio del Patrimonio, per un efficace censimento delle strutture sommerse e delle criticità rilevate durante le operazioni in acqua, e al tempo stesso per offrire uno strumento valido per la pianificazione degli interventi conservativi alle istituzioni preposte alla tutela.

Le attività del NIAS a Baia sono proseguite in anni recenti sotto la guida del suo nuovo direttore, Barbara Davidde Petriaggi, grazie soprattutto a importanti finanziamenti europei e a grandi reti di collaborazione con partner nazionali e internazionali.

Per il progetto MUSAS i siti di Villa dei Pisoni e Ninfeo di Punta dell’Epitaffio sono stati oggetto di nuovi studi e suggestive ricostruzioni 3D per una nuova valorizzazione che permetterà agli utenti di fruire del patrimonio sommerso via web nel Portale-Museo dell’Archeologia Subacquea, ma anche in immersione, grazie a tablet e dispositivi avanzati per la realtà aumentata, in grado di comunicare sfruttando la rete sperimentale dell’internet of underwater things, e al tempo stesso di monitorare continuamente il sito.

Nell’ambito del progetto BlueMed l’ISCR ha potuto restaurare il suggestivo mosaico dei lottatori recentemente scoperto nell’area della Villa con ingresso a protiro, e inserire Baia tra i siti pilota messi in rete a livello europeo, per la creazione di nuovi itinerari e la salvaguardia del patrimonio sommerso.

Ancora un progetto europeo, iMareCulture, ha permesso di portare ulteriormente avanti lo studio della Villa con ingresso a protiro, fino alla realizzazione di una ricostruzione 3D fruibile grazie a VR e realtà aumentata.

Il progetto Sibilla, infine, attraverso una piattaforma appositamente sviluppata, permetterà la realizzazione di un sistema integrato cloud-based per la salvaguarda e valorizzazione dei Beni Culturali, mettendo in rete i siti sommersi ed emersi di Baia e il Parco Archeologico di Paestum.

In sedici anni di attività nell’area sommersa di Baia, l’ISCR ha permesso il recupero e la fruizione di alcuni siti-simbolo, la conservazione di materiali fragili e a forte rischio e una migliore conoscenza del ricco patrimonio disseminato intorno a quello che un tempo fu il Baianus lacus. Molte di queste attività sono oggi best practices riconosciute a livello internazionale e costituiscono il riferimento per la conservazione di siti caratterizzati da architetture sommerse in molti luoghi al mondo.

 

Mosaico con lottatori dalla Villa con ingresso a protiro, restaurato nell’ambito del progetto BlueMed