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N. rif. MUSAS

BAI-017

N. inv. 

222738

Descrizione

Antonia Minore, nipote di Augusto, madre di Germanico e dell’imperatore Claudio, fu donna potente e influente della dinastia giulio-claudia.

La sua statua, rinvenuta sul fondo del Ninfeo imperiale sommerso di Punta Epitaffio, durante gli scavi subacquei dei primi anni Ottanta del Novecento, si ispirava a un celebre modello di V secolo a.C., quello della cosiddetta Kore Albani, opera della cerchia di Fidia, ma lo modificava secondo gli schemi di una Venus Genitrix (quella Venere, cioè, tradizionalmente legata alle origini della gens Iulia), con un piccolo Erote sulla spalla sinistra (i cui capelli e le cui ali erano stati probabilmente realizzati in metallo nobile, forse in lamina d’oro).

Il diadema, noto anche da altri due ritratti, da Cimiez in Francia e dal mercato antiquario romano, denota l’opera come postuma. L’Amorino  era stato ricavato, con notevole virtuosismo tecnico, dallo stesso blocco della statua.

 

Statua di Antonia Minore dalle terme di Cimiez, presso Nizza (foto M. Stefanile)

Misure

 Alt. cm 159

Materiale

Marmo

Collocazione

Museo Archeologico dei Campi Flegrei, sala 55

Provenienza

Ninfeo imperiale sommerso di Punta dell’Epitaffio (1981)

Datazione

I secolo d.C.

Degrado biologico

La statua non presenta fenomeni di degrado biologico.

Bibliografia

Andreae, B. 1982. L’immagine di Ulisse. Mito e archeologia. Torino: Giulio Einaudi Editore.

Andreae, B. 1983, Le sculture, in Zevi F., Baia. Il ninfeo imperiale sommerso di Punta Epitaffio. Banca Sannitica, pp. 54-56.

Avilia F., Caputo, P. 2015, Il ninfeo sommerso di Claudio a Baia. Napoli: Valtrend Editore.

De Franciscis, A. 1969, La sorpresa sottomarina di Baia, in Il Domani d’Italia. Rivista meridionale di cultura e politica, 2, pp. 48-50.

Zevi F. 1983, Baia. Il ninfeo imperiale sommerso di Punta Epitaffio. Banca Sannitica, pp. 54-56.

Zevi F. (cur.) 2009, Museo archeologico dei Campi Flegrei. Castello di Baia. Napoli: Electa Napoli.