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CAPITELLO IONICO

Capitello ionico. Manca una parte del pulvino e le relative volute; i bordi dell’abaco e le altre due volute sono scheggiati e la superficie di un lato dell’echino è abrasa.

L’echino è scolpito in maniera piuttosto superficiale con una cyma ionica di tre ovuli incompleti contenuti in sottili gusci. Gli ovuli ai lati sono toccati da mezze palmette originate dalle volute. Il canale delle volute sul bordo inferiore è leggermente concavo. Il piano inferiore dell’echino corrisponde alla linea immaginaria che unisce gli occhi delle volute sullo stesso lato, in accordo con la tradizione ellenistica.

Il capitello presenta un diffuso degrado biologico che ha coinvolto sia la superficie che gli strati più interni del marmo. Tale alterazione si presenta sulla superficie esterna come un diffuso pitting (minuti forellini circolari), mentre negli strati più interni, ora a vista, sono visibili numerose cavità e gallerie. Questo degrado è riconducibile a spugne perforanti che hanno solubilizzato il carbonato di calcio mediante processi chimico-fisici di bioerosione. Tale azione ha causato la perdita di rilevante quantità di materiale.

Corrado 2018, pp. 176, 191, 419-420.
Davidde B., Ricci S., Poggi D., Bartolini M., 2010. Marine bioerosion of stone artefacts preserved in the Museo Archeologico dei Campi Flegrei in the Castle of Baia (Naples), Archaeologia Maritima Mediterranea; 7: 75-115.

Pensabene P., 1978, pp. 116, fig. 13.

Ricci S., Sacco Perasso C., Antonelli, F., Davidde Petriaggi B., 2015. Marine Bivalves colonizing roman artefacts recovered in the Gulf of Pozzuoli and in the Blue Grotto in Capri (Naples, Italy): boring and nestling species. International Biodeterioration & Biodegradation (98) 89 – 100.

Ricci S., Davidde B., Bartolini M., Priori G. F., 2009. Bioerosion of lapideous objects found in the underwater archaeological site of Baia (Naples). Archaeologia Maritima Mediterranea, 6: 167-188.

N. rif. MUSASCAPCOL-06Misureh. m 0,29, lati dell’abaco m 0,585 x 0,585, distanza tra le volute m 0,30.MaterialeMarmo bianco (sinnadico?)CollocazioneSabbiera interna Museo Archeologico Nazionale di Capo ColonnaProvenienzaDalle collezioni del Museo Civico di Crotone (ex Collezione Albani). Furono recuperati in mare presso località Cicala.DatazioneIncerta. Si ravvisa un forte influsso della tradizione ellenistica dell’Asia Minore.Share