La forma originale del toponimo Γνατία è attestata dalle iscrizioni e sembra di origine rodia. E’ naturalmente trasmessa in latino sotto la forma Gnatia, ricordata da Orazio nel I secolo a.C. e, circa un secolo dopo, menzionata in Pomponio Mela  e nella Naturalis Historia  di Plinio il Vecchio. In greco i geografi Strabone  e Tolomeo la riportano come Έγνατὶα, rispettivamente nel I e II secolo d.C.
Nell’Itinerarium dell’Imperatore Antonino Augusto (IV-V secolo d.C.) è citata sia come Egnatiae che come Gnatiae, mentre nella Tabula Peutingeriana  il termine è corrotto in Gnatie.

La tabula Peutingeriana

In epoca altomedievale (VII secolo d.C.) l’anonimo Ravennate parla di Gnatia e Ignatiae. Ma è con i secoli subito dopo il mille che il toponimo muta in maniera più sostanziale. Guidone nella sua opera Geographica (XII secolo d.C.) menziona Augnatium, mentre in molte mappe nautiche e portolani a partire dal 1300 viene localizzata precisamente come Annaso o Anazzo. Infine, in alcune carte di epoca moderna e contemporanea viene spesso citata la Torre di Adanazzo.

Evoluzione del toponimo secondo le citazioni delle fonti:

– Gnatia (I sec. a.C., Orazio, Sermones, I, 5, 97)1

– Έγνατὶα (I sec. a.C. – I sec. d.C., Strabone, Geographia, VI, 3, 8,)2

– Gnatia (I sec. d.C., Pomponio Mela, Corographia, II, 66,4)3

– Gnatia (I sec. d.C., Plinio, Naturalis Historia, II, 240 e III, 102)4

– Έγνατὶα (II sec. d.C., Tolomeo, Geographia, III, 1, 15)

– Egnatiae e Gnatiae (IV-V sec. d.C., Imperatoris Antonini Augusti Itinerarium, 117,4 e 315,4)5

– Gnatie (IV sec. d.C., Tabula Peutingeriana, VI, 5)

– Gnatia e Ignatiae (VII sec. d.C., Anonimo Ravennate, Cosmographia, V, 1)6

– Augnatium (inizi XII sec. d.C., Guidone, Geographica, 27)7

– Anazzo o Annaso con altre varianti nei portolani a partire dal XIV secolo

Secondo Paul Collart, (COLLART P., Une réféction de la ‘Via Egnatia’ sous Trajan, in Bulletin de Correspondance Hellénique, 59 (1935), pp. 397-400, n. 1-4) il nome della città apula non deriverebbe dal gentilizio latino Egnatius. La sua forma originale, Γνατία, attestata dalle iscrizioni (IG, XIV, 685), è invece di origine rodia, trasmessa in latino sotto la forma Gnatia. Piuttosto l’esistenza di una via di nome Egnatia può aver favorito il passaggio del toponimo Γνατία a forme più familiari in latino come quelle attestate in Strabone, Geogr., VI, 3,8, C 283 e Tolomeo, III, 1, 15 (Egnatia) o nell’Itinerarium Antonini 117,4 e 315,4 (Gnatiae) o nella Tabula Peutingeriana, VI, 5, (Gnatie).

D’altronde quando la strada romana venne costruita la città esisteva ormai, ribadisce il Collart, già da alcuni secoli. La via Traiana che l’attraverserà è posteriore di ben due secoli alla via Egnatia. Il ruolo di Gnatia rispetto a questo percorso appare dalle fonti come di minore importanza. Piuttosto maggiore rilievo, osserva il Collart, hanno Bari dove la Traiana raggiungeva il mare e Brindisi attestata come terminale sia nelle fonti epigrafiche che in quelle storico letterarie. La sola menzione di Gnatia come porto riguarda invece la navigazione di cabotaggio. Non si vede perché, conclude il Collart, la via Egnazia, vero e proprio prolungamento dell’Appia al di là del mare, avrebbe derivato il proprio nome da questa città.

NOTE

1http://latin.packhum.org/loc/893/4/4/4409-4415@1#4 : “dein Gnatia Lymphis iratis exstructa dedit risusque iocosque, dum flamma sine tura liquescere limine sacro persuadere cupit.

2Strabo. ed. A. Meineke, Geographica, Leipzig. 1877. : “παραπλέοντι δ᾽ ἐκ τοῦ Βρεντεσίου τὴν Ἀδριατικὴν παραλίαν πόλις ἐστὶν ἡ Ἐγνατία, οὖσα κοινὴ καταγωγὴ πλέοντί τε καὶ πεζεύοντι εἰς Βάριον: ὁ δὲ πλοῦς νότῳ.”

3http://latin.packhum.org/loc/929/1/1/23164-23170@1#1 : “Sinus est continuo Apulo litore incinctus nomine Urias, modicus spatio pleraque asper accessu, extra Sipontum aut ut Grai dixere Sipuntem, et flumen quod Canusium adtingens Aufidum adpellant, post Barium et Gnatia et Ennio cive nobiles Rudiae, et iam in Calabria Brundisium, Valetium, Lupiae, Hydrus mons, tum Sallentini campi et Sallentina litora et urbs Graia Callipolis”.

4https://la.wikisource.org/wiki/Naturalis_Historia/Liber_II. : “….in Sallentino oppido Gnatia inposito ligno in saxum quoddam ibi sacrum protinus fiammam existere, in Laciniae Iunonis ara sub diu sita cinerem immobile esse perflantibus undique procellis;” (II, 240). https://la.wikisource.org/wiki/Naturalis_Historia/Liber_III : “Poediculorum oppida Rudiae, Gnatia, Barium, amnes Iapyx a Daedali filio rege, a quo et Iapygia Amita, Pactius, Aufidus ex Hirpinis montibus 5 Canusium praefluens.” (III, 102).

5CUNTZ O. (a cura di), Itineraria romana. Itineraria Antonini Augusti et Burdigalense, 1929, ristampa Stutgardiae 1990. Il titolo di Itinerarium Antonini intende attribuire la paternità di questa raccolta di itinerari all’imperatore Antonino Augusto, identificato solitamente con Antonino Caracalla (211-217 d. C.) o con uno degli Antonini; ma in realtà si tratta dell’opera di uno o più redattori – per noi anonimi – attivi nel tardo impero (IV-V sec. d. C.), che hanno riunito e ricomposto materiali di diversa cronologia e natura.

6L’edizione critica consultata si deve a PINDER M., PARTHEY G. (a cura di), Ravennatis Anonymi Cosmographia et Guidonis Geographica ex libris manuscriptis, Berolini 1860, IV, 31, p. 261 e V, 1, p. 329. L’edizione più recente è quella del SCHNETZ, J. (a cura di), Itineraria Romana, vol. II: Ravennatis Anonymi Cosmographia et Guidonis Geographica, 1942 (ristampa 1990), B. G. Teubner, Stuttgart.

7GUIDONE, Liber Guidonis de variis historiis, 27: «De hinc in litore civitas Dirium, quae nunc Monopoli, est, habens in silvis oppida quaedam Augnatium» (ed. critica: SCHNETZ J., Itineraria romana, II, Lipsiae 1940, pp. 11-142). Cfr. anche PINDER, PARTHEY 1860, 27, cit.,  p. 467