Porphirii., Vita Pythagorae., 56: “Πυθαγόραν δὲ κρατουμένων τῶν φίλων τὸ μὲν πρῶτον εἰς Καυλωνίαν τὸν ὅρμον σωθῆναι, ἐκεἶθεν δὲ πάλιν ἐς Λοκρούς”

(…) Quando i suoi amici furono catturati, Pitagora fuggì prima nel porto di Caulonia, e da lì visitò i locresi. (…)”.

 

Thucydides, VII, 25, 2: “(…) καὶ τῶν τε πλοίων ἐπιτυχοῦσαι τὰ πολλὰ διέφθειραν καὶ ξύλα ναυπηγήσιμα ἐν τῇ Καυλωνιάτιδι κατέκαυσαν, ἃ τοῖς Ἀθηναίοις ἑτοῖμα ἦν”.

(…) e il legname, che gli Ateniesi avevano preparato per la costruzione delle navi, (i siracusani) lo bruciarono nel territorio di Caulonia. (…)”

 

Polyaenus., 6, 9, 11:

Quando Dionisio assediò Caulonia, Aristide di Elea salpò con dodici navi per soccorrerla, e Dionisio avanzò contro di lui con quindici navi. Aristide si ritirò per evitare questa forza superiore e, quando arrivò la notte, ordinò che fossero accese delle torce. Rimosse queste torce per gradi e, al contempo, ne accese altre che fece galleggiare su grandi tappi di sughero. Dionisio era distratto dai tappi accesi e impostava la sua rotta in modo da tenerli in vista, aspettandosi di portare il nemico in battaglia al mattino. Nel frattempo Aristide virava e si dirigeva a Caulonia”.