Acropoli di Egnazia, veduta generale con in primo piano la struttura templare e sullo sfondo la fortezza bizantina

L’acropoli, il cuore della città, fu individuata in una posizione fortemente strategica, sul mare e nei pressi di due profonde insenature naturali. Le indagini archeologiche, condotte a più riprese in anni diversi, hanno consentito di appurare che essa presenta una complessa e potente stratigrafia che parte dal periodo protostorico in due fasi insediative (età del Bronzo e del Ferro), tutte relative ad un villaggio dotato di un primo muro di cinta costruito con pietrame a secco.

Un edificio sacro fu costruito nella parte centrale dell’acropoli nel III secolo a.C. Esso subì modifiche nel II-I a. C. e poi una ulteriore monumentalizzazione è attestata nella piena età imperiale. Questo tempio era rivolto al mare e circondato sugli altri lati da un porticato.

L’area del tempio con gli edifici collegati

A partire dal IV secolo d.C., come presso la Piazza Porticata NW (cfr. scheda sulla città), è stata individuata una trasformazione funzionale che interessa proprio il lato est del porticato e l’area compresa tra questo edificio e il tempio. Il portico orientale fu modificato con la costruzione di tre ambienti destinati allo stoccaggio delle merci, realizzati con  muri a secco formati da materiali di riutilizzo. Quest’area in età tardoantica non assunse soltanto un esclusivo carattere commerciale e produttivo, ma nel VI secolo dovette ospitare la residenza, strutturata intorno ad un atrio centrale, di un alto esponente della guarnigione bizantina.

Una delle torri del castrum bizantino indagate stratigraficamente

Questo assetto sembra durare fino alla fine del VII secolo d.C. quando un crollo generale, forse legato alle lotte tra bizantini e longobardi, segna l’abbandono del complesso artigianale-produttivo. In realtà monete in bronzo (folles) e ceramiche di XI secolo, rinvenute in questo crollo, documentano una frequentazione anche subito dopo il Mille.

Sempre il porticato est, dopo un prolungato abbandono, sembra essere riutilizzato nel XII secolo, come attesta la costruzione di un nuovo piano di calpestio. Il nuovo assetto è forse legato alla vicina fortezza, costruita nel VI secolo. Fin da quest’epoca, infatti l’acropoli assunse una chiara funzione difensiva grazie soprattutto alla presenza di questo edificio, dotato di quattro torri angolari, che non a caso presentava un ingresso rivolto a mare ed un passaggio minore verso la città antica. L’esame delle tecniche edilizie e dei paramenti murari hanno trovato riscontri probanti in analoghe fortezze bizantine di epoca giustinianea.

Piccolo oratorium all’interno della fortezza

La torre nord-occidentale di questo castrum, indagata recentemente, riutilizzò integralmente uno degli ambienti esterni al portico di età imperiale, il cui accesso venne chiuso per consentire la costruzione omogenea del paramento esterno a doppia cortina e con il profilo a scarpa, tipico delle strutture difensive bizantine dell’epoca.

Il castrum ha conservato anche una torre sud-occidentale, di pianta quadrangolare e dalle spesse murature.

Un importante antemurale, edificato ex novo, doveva costituire una prima linea di difesa della fortezza.

Stando ai dati storici generali, Egnazia con il suo castrum dovette essere occupata dai bizantini fino agli anni 80 del VII secolo, epoca successiva alla fallita spedizione italiana dell’imperatore Costante II. Questa ebbe come conseguenza la reazione longobarda guidata dal Duca di Benevento Romualdo, che portò alla conquista di Brindisi e Taranto.

La fortezza bizantina dal drone

La fortezza ed il piccolo villaggio, sulla base delle stratigrafie rinvenute, risultano ancora attivi nei secoli immediatamente successivi al Mille, tanto che il toponimo di Augnatium compare anche nell’opera Geographica di Guidone, all’inizio del XII secolo, che la descrive come un centro fortificato tra i boschi.

Alcuni frammenti ceramici datati al XV secolo d.C. consentono di ipotizzare una frequentazione anche in quest’epoca. E’ certo, infatti, che alcune famiglie dedite alla pastorizia abitassero nelle tombe a camera dell’antica città.

L’area dell’acropoli subisce un ulteriore riassetto nel corso del XVI secolo, quando, su ordine del vicerè di Napoli don Pedro Parafan de Ribera,  vi viene edificata, fronte mare, una torre di avvistamento contro la pirateria e la guerra di corsa barbaresca. La torre di Anazzo o Adanazzo divenne sede nel XIX secolo delle guardie doganali.

In base ai disegni e alle indicazioni di Francesco Maria Pratilli sembra che questa torre, oggi scomparsa, fosse di pianta quadrata e circondata ai lati da due rivoli d’acqua che scaricavano a mare.

 

 

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