Il periodo successivo alle deduzioni delle varie colonie da parte dei romani nel territorio crotonese è uno dei meno noti a livello storico. Certamente, in seguito alle guerre annibaliche, vi fu una vera cesura di tipo politico, economico ed insediativo.

Proprio durante questo conflitto – e riferendoci sempre al rapporto intercorso tra la città e il suo mare – Tito Livio ricorda che la conformazione frastagliata del promontorio Lacinio offrì riparo alle navi1. Sempre in questa zona sbarcarono nel 215 a.C. gli ambasciatori inviati ad Annibale da Filippo V di Macedonia2 .

Lo stesso condottiero cartaginese si imbarcò proprio al Lacinio per fare ritorno in Africa nel 203 a. C.3

La romanizzazione della Magna Grecia potè definirsi conclusa alla fine della seconda Guerra Punica con la fondazione, nel 194 a.C., di alcune coloniae maritimae, tra cui quella di Croton. Livio ci ricorda che queste ricevettero “trecenti homines in singulas”4. E’ evidente il ruolo di controllo dei movimenti via mare che a queste città attribuirono i nuovi dominatori, per evitare di disperdere forze navali preziose nel pattugliamento delle coste. E, del resto, questa funzione è indirettamente evidente per Crotone quando, nel 190 a. C., il prefetto della flotta romana Caio Livio ispezionò al Lacinio le navi provenienti dal Tirreno e dallo Ionio prima che facessero rotta verso l’Egeo contro Antioco III5 ().

Anche l’ubicazione di questa prima fondazione romana è avvolta nell’indecisione. Essa è sempre stata ubicata nel sito della città attuale che non ha restituito, tuttavia, fasi importanti di II e I secolo a.C.

Al contrario a Capo Colonna sono state rinvenute strutture estese collocabili tra la metà del II secolo a.C. ed il I secolo d.C., che potrebbero essere effettivamente attribuite alla discussa colonia. Essa, dopo quest’epoca, si sarebbe effettivamente trasferita nell’area dell’odierno Castello6. Tale tesi concorda solo in parte con la sicura attività del porto crotoniate ricordata da Cicerone7 e con la certezza della fonte liviana sopra citata.

Anche i ritrovamenti subacquei afferenti la fase del primo dominio romano non sono numerosi, a conferma di una fase storica di sviluppo limitato ed ancora poco indagata.

Vicino Torre Melissa è stato rinvenuto un carico di anfore del tipo Lamboglia 2 (II-I secolo a.C.). La stessa tipologia anforica è stata restituita dal relitto “Tonnara C”, poco a nord di Capo Colonna. Il relitto “Sèleno Est”, nei pressi di Le Castella, ha restituito sempre anfore Lamboglia 2 e Dressel 2-48.

Con la prima età imperiale l’abitato sorto a Capo Colonna viene abbandonato. I dati archeologici denotano anche lo scemare del culto ivi praticato, con poche attestazioni. Al contrario, a partire dal I secolo d.C., Crotone e il suo porto riprendono importanza, come anche confermato dalle fonti già citate. I materiali rinvenuti durante gli scavi documentano una città viva, fortemente sostenuta dai commerci marittimi. Purtroppo i dati storici non sono così numerosi e le poche informazioni ci giungono da epigrafi o bolli.

Le ricerche archeologiche hanno consentito di accertare che il territorio intorno alla città, con l’età imperiale, si caratterizza per la diffusa presenza di villae, che ebbero, per la gran parte, un esteso ciclo vitale.

Altrettanto numerosi sono i rinvenimenti sottomarini di epoca romana imperiale che, per la gran parte, sono da ubicare a sud di Crotone9.

Tra questi il relitto dello Scoglio della Sirena, databile al I-II secolo d.C.

L’attenzione degli studiosi è stata attratta soprattutto dalla diffusa e concentrata presenza di relitti attribuibili a naves lapidariae, fenomeno che fa della costa crotonese un unicum a livello mediterraneo10. Tra questi vanno certamente ricordati il notissimo Punta Scifo A e il Punta Scifo D, con datazioni diverse che attestano la presenza di queste particolari tipologie navali nelle acque calabresi per diversi secoli.

A semplici trasporti di anfore frammisti a ceramiche sono riferibili i relitti Tonnara A e B, Quote Cimino, Punta Scifo E, Capo Alfieri A, Marinella B. Tegole e laterizi caratterizzano, invece, il sito Punta Scifo F.

 

 

Il gruppo statuario di Amore e Psiche dal relitto Punta Scifo A

NOTE

1 Liv. XXIII, 34: “… ubi navis occulta in statione erat”. Ediz. di riferim.: TITO LIVIO, Storia di Roma dalla sua fondazione (con testo latino a fronte), Vol. 5 (Libri 21-23), Ceva B. (a cura di), Milano (BUR – Rizzoli), 1986.

2 Liv. XXXIII, 33,6. Ediz. di riferim.: TITO LIVIO, Storia di Roma dalla sua fondazione (con testo latino a fronte), Vol. 8 (Libri 31-33), Cardinali L. (a cura di), Milano (BUR – Rizzoli), 1989.

3 Liv. XXX, 20,6. Ediz. di riferim.: TITO LIVIO, Storia di Roma dalla sua fondazione (con testo latino a fronte), Vol. 7 (Libri 28-30), Ceva B. (a cura di), Milano (BUR – Rizzoli), 1986.

4 Liv. XXXIV, 45. Ediz. di riferim.: TITO LIVIO, Storia di Roma dalla sua fondazione (con testo latino a fronte), Vol. 9 (Libri 34-35), Conte G. B. (a cura di), Milano (BUR – Rizzoli), 1989.

5 Liv. XXXVI, 42,1-4. Ediz. di riferim.: TITO LIVIO, Storia di Roma dalla sua fondazione (con testo latino a fronte), Vol. 10 (Libri 36-38), Galasso L. (a cura di), Milano (BUR – Rizzoli), 1997.

6 SPADEA 2004, pp. 521 ss.; RUGA, SPADEA 2005, p. 317

7 Cic., Att., IX, 19,3: “nos, quoniam superum mare obsidetur, infero navigabimus et, si Puteolis erit difficile, Crotonem petemus aut Thurios et boni cives amantes patriae mare infestum habebimus.”. E’ interessante notare come Cicerone indichi il porto di Crotone come una valida alternativa addirittura rispetto a Pozzuoli. Ediz. di riferim.: CICERONE, Lettera ad Attico, http://data.perseus.org/citations/urn:cts:latinLit:phi0474.phi057.perseus-lat1:9.19.3 (consultato nell’aprile 2019).

8 Cfr. soprattutto MEDAGLIA 2008 e MEDAGLIA 2010, passim.

9 Cfr. MEDAGLIA 2010, pp. 97 ss. con relative schede.

10 Si tratta dei relitti di Cal Cicala, Punta Scifo A, Punta Scifo D, Capo Alfieri C, Capo Piccolo B, Sèleno est, Capo Rizzuto, Capo Bianco A, Capo Cimiti.

 

BIBLIOGRAFIA

Medaglia S. 2008, Per un censimento dei relitti antichi lungo la costa crotonese. Nota preliminare, in Ricerche archeologiche e storiche in Calabria: modelli e prospettive, “Atti del convegno di studi in onore di Giovanni Azzimmaturo (Cosenza 2007)”, Cosenza, pp. 93-120.

Medaglia S. 2010, Carta archeologica della provincia di Crotone: paesaggi storici e insediamenti nella Calabria centro-orientale dalla Preistoria all’Altomedioevo, RICERCHE. Collana del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti. IV. Università della Calabria, Cosenza

Ruga A., Spadea R., La domus romana di Capo Colonna (Crotone), in Morandini F., Rossi F. (a cura di), Domus romane: dallo scavo alla valorizzazione, Atti del Convegno di Studi, (Brescia, 3-5 aprile 2003) Milano 2005, pp. 317-332.

Spadea R., Tra Jonio e Tirreno. Terina, Crotone e Petelia, in Atti Taranto 2004, Napoli 2005, pp. 505-542.